Il Capital Gain e le Tasse da Pagare sui Guadagni di Borsa.
Scritto da Federico Pacilli nella categoria: Azioni, Capire la Borsa
Il Capital Gain indica il guadagno in conto capitale ed è utilizzato per mostrare la differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto di uno strumento finanziario, come per esempio le azioni.
Quando il prezzo di mercato al momento della vendita è più alto rispetto a quello di acquisto, le azioni permettono, oltre alla distribuzione eventuale di dividendi, di conseguire guadagni in conto capitale. Ci sono anche altri strumenti finanziari attraverso i quali si può conseguire capital gain, come per esempio le obbligazioni e i titoli di Stato. Chi possiede questi strumenti, oltre ad essere remunerato in forma di interessi, ha la possibilità di cedere prima della scadenza i titoli conseguendo guadagni di capitale nel caso in cui il prezzo fosse più alto di quello osservato al momento dell’acquisto. Con i Capital Gain possono ricevere una remunerazione anche i gestori dei Fondi di Investimento. I gestori dei fondi, infatti, percepiscono generalmente una percentuale dell’incremento del valore del fondo gestito se questo si è rivalutato.
I Capital Gain vengono trattati differentemente dai vari sistemi fiscali dei vari paesi nel mondo. Alcuni Stati non applicano tasse sui Capital Gain. In Italia i guadagni di capitale, per esempio, sono considerati redditi tassabili. C’è però una distinzione che riguarda le persone fisiche e quelle giuridiche. I Capital Gain delle persone fisiche sono soggetti ad un’aliquota fissa del 12,5%, cedendo partecipazioni non qualificate o altri titoli non azionari.Le norme sul bilancio impongono la rilevazione dei Capital Gain, conseguiti nell’esercizio di imprese, come plusvalenze patrimoniali.



















