Alitalia, Aeroflot e AirFrance: Tra Libero Mercato e Pasticcio all’Italiana
Scritto da Federico Pacilli nella categoria: News, Previsioni
In Italia ci siamo abituati! Non sempre i destini delle aziende dipendono solo dal Mercato ma molto spesso la Politica entra prepotentemente in tutte le vicende delle imprese più imortanti. Questa volta però ci si è un pò meravigliati (e sottolineo solo un pò, perchè agli occhi di tutti è ancora una cosa normale) che ad intromettersi nelle trattative è stato un Presidente-Imprenditore come Berlusconi. Va bene! Le motivazioni sono tante e su alcune di queste non è facile dissentire. l’italianità della compagnia è un valore non soltanto simbolico ma anche commerciale considerando che i voli intercontinentali tra asia ed est Europa verso l’Europa Continentale aumenteranno di molto in questi anni. Avere un vettore che porta questi passeggeri in Italia e che interagisce con il Governo italiano anche a livello strategico per il nostro turismo è fondamentale. Poi c’è anche quella faccenda della proposta di Air France! Quante altre compagnie aeree oppure cordate di imprenditori con il senno del poi leggendo la cifra messa sul piatto da Air France sarebbero disposti a fare un offerta più vantaggiosa…
Il problema dei problemi non è contingente ma sta alla base di tutto. Può un azienda che compete nei mercati dipendere esclusivamente (o in gran parte) da logiche politiche? Se così fosse allora quello che sta succedendo oggi sarà solo un altro aiuto per far rimanere in vita artificialmente Alitalia.
Nei giorni scorsi intanto si è dato vita al classico teatrino, tutto all’italiana, tra libero mercato e il mercato della politica: …al termine della visita del presidente russo Vladimir Putin in Sardegna, il premier in pectore, Silvio Berlusconi, indicava una possibile nuova prospettiva per il futuro della nostra compagnia aerea.
”La trattativa tra Alitalia e Air France – diceva - è tutt’altro che compromessa, la situazione è aperta. Tuttavia, qualora non dovesse concretizzarsi in un accordo, c’é sempre la disponibilità ad allargare il confronto con altri soggetti, tra cui Aeroflot”. All’indomani del primo contatto bipartisan, il cavaliere, nel corso della conferenza stampa congiunta col presidente russo, ribadiva che “la situazione è molto aperta”. “Ci sono ancora contatti in corso con Air France, contro cui - sottolineava il futuro premier - non abbiamo nulla. Ci piacerebbe che si desse vita a un grande gruppo internazionale che veda l’Alitalia inserita in un quadro di pari dignità con Af e la Klm”.
Ma Silvio Berlusconi non chiudeva neanche la porta a una possibile soluzione russa, prospettiva che potrebbe concretizzarsi, ha detto, in un futuro prossimo: “Quando la trattativa con Air France si chiuderà – ha aggiunto - saremo disponibili ad allargare accordi con altre grandi compagnie e ci potrà essere un tavolo per vedere se si può procedere verso una intesa che possa dar vita a un grande gruppo internazionale”. Il Cavaliere, intanto, non conferma e non smentisce l’ipotesi del cosiddetto ‘prestito ponte’: “Il problema è così grande - argomenta - che questo prestito non ha alcuna importanza…”. Oggi, 22 aprile 2008, la notizia principale sui giornali è proprio il ritiro definitivo di Air France dalle trattative con Alitalia. “A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - è scritto in un comunicato della compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l’obiettivo di lanciare un’offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell’offerta”.
Di fronte al passo indietro di Air France-Klm Palazzo Chigi reagisce con un “no comment”. Ma conferma che mercoledì si terrà un Consiglio dei ministri per prendere le decisioni conseguenti all’annuncio della compagnia franco-olandese. Scelte che dovranno comunque essere bipartisan, cioé fatte in accordo con la nuova maggioranza parlamentare. E per questo ci vuole una chiara “assunzione di responsabilità” del centrodestra.
Se, prima dell’annuncio di Air France, si pensava ad un Consiglio dei ministri in settimana per varare il prestito in grado di dare “ossigeno” alle casse di Alitalia, ora la decisione è strettamente collegata all’atteggiamento di Pdl e Lega. E non è escluso che si possa arrivare al commissariamento della compagnia. Ma in questo caso non si terrà un Consiglio dei ministri, sarà invece lo stesso Cda di Alitalia a chiedere l’attivazione della procedura della legge Marzano al ministero dello Sviluppo economico.
La porta di Air France è definitivamente chiusa? Difficile dirlo, anche se per qualcuno si limita a fotografare la situazione e a non precludere nuove intese in futuro.



















