Chi Controlla il Controllore? E’ Sempre la Stessa Storia…
Scritto da Federico Pacilli nella categoria: Capire la Borsa, Strumenti Derivati
Oggi leggevo il Sole24Ore quando a pagina 2 ho trovato un articolo dal titolo - ’Rating, scatta l’ora delle riforme’ - e con sottotitolo - ‘Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s vogliono evitare regolamentazioni stringenti’. Mi è venuto spontaneo esclamare: ‘Niente di Nuovo sotto il Sole!’. Le società di Rating adesso stanno creando dei processi interni di controllo delle criticità e dei conflitti d’interesse per riconquistare la fiducia dei mercati. Sicuramente è balzato all’occhio dell’opinione pubblica aver dato un rating AAA (tripla A il massimo) ai bond americani legati ai mutui ad alto rischio, facendo credere agli Investitori di comprare titoli paragonabili a quelli di Stato. Risultato? Semplice! Alle prime brutte notizie sono stati declassati.
A me non piace fare di tutta un erba un fascio, perchè da eterno ottimista quale sono, follemente innamorato dei Mercati Finanziari, come un adolescente alla prima cotta, credo ancora nella bellezza e nell’efficenza di questo sistema organizzato. Ma ragioniamo da un punto di vista più alto per capire i punti di criticità del sistema. 1) Esistono 3 agenzie che detengono il 95% del Mercato del rating, 2) I Ricavi delle Società di Rating (o la maggioranza di essi) dipendeno dalle società che loro controllano, 3) Esistono ancora enormi asimmetrie informative tra gli operatori professionisti ed i risparmiatori, 4) E’ anche una questione di sensibilità!
Nella stessa pagina del sole24Ore più in basso c’è una piccola intervista al numero uno di Standard & Poor’s che dice: “Noi siamo i primi a voler imparare dal passato e ad agire. riteniamo che i Mercati Finanziari abbiano bisogno di innovazione, di nuovi spunti analitici.”, più avanti afferma: “Sappiamo che il Mercato chiede indicatori alternativi, come quelli sulla liquidità di un bond, sulla volatilità e sulla sua correlazione con altre variabili. Dal dialogo con il Mercato valuteremo come poter rispondere a queste esigenze”.
Non ho niente da obiettare a questa risposta anzi, sono d’accordo sul fatto che le società di rating - fino ad oggi - valutano solo la probabilità di default di un bond. Da questo punto di vista le loro previsioni sono più che accettabili solo l’1% dei titoli a rischio è attualmente non rimborsabile. Ma a quanto ammontano le perdite in conto capitale? E quelle sulle ’scommesse’ dei titoli strutturati? La risposta data per questo tipo di problemi non può essere accettabile però. E la sensisibilità? Il fiuto imprenditoriale? L’innovazione? Si trova la soluzione solo dopo che c’è stato il danno! Ma se vado alla Pizzeria al taglio sotto casa mia e mi vendono della Pizza bollente senza darmi il fazzoletto, mi brucio le mani! Il Pizzaiolo potrebbe rispondermi: “Mi scusi signor cliente, il nostro compito è quello di fare della Pizza calda e gustosa, da domani provvederemo a mettere dei fazzoletti per non farle più bruciare le mani!”. E’ la stessa logica. Per fortuna devo dire che il mio Pizzaiolo sotto casa è molto più lungimirante, infatti oltre a darmi il fazzoletto, se voglio mangiare la Pizza nel suo negozio, mette a disposizione dei clienti delle bottiglie d’acqua per bere. Bravissimo! Andrò sempre da lui.
Ma perchè allora il mio pizzaiolo è più lungimirante di alcune multinazionali? Forse è un problema strutturale, nei prossimi articoli mi impegnerò a dare alcune possibili soluzioni per non rimanere invischiati dentro il problema. La critica deve essere sempre costruttiva ![]()




















26 Novembre 2008 alle 22:34
Ciao Federico,
scusa le 2 domande da ignorante: ma che cos’è una società di rating? E cos’è un bond? E’una sorta di derivato tipo opzioni e futures?