Homma Munehisa e le Candlesticks Chart: Nascita dell’Analisi Tecnica in Oriente.
Scritto da Federico Pacilli nella categoria: Analisi Tecnica, Biografie
Munehisa Homma, conosciuto anche come Sokyu Homma, (1724-1803), era un commerciante di riso di Sakata, Giappone, che commerciava nel mercato Ojima Rice a Osaka nel corso del “Tokugawa Shogunate”. A lui si devono, quindi, le oggi tanto fortunate e amate “candele giapponesi” (japanese candlesticks), che gran parte degli analisti e degli investitori di tutto il mondo utilizzano per valutare le proprie decisioni di entry o di exit dai mercati. Fino al 1710 circa, il riso era scambiato fisicamente, ma poi emerse un mercato di futures dove cominciavano ad essere rilasciati coupons, promettendo la consegna di riso in un tempo futuro. Da questo, si allargò un mercato secondario di negoziazione di coupons in cui si fece strada Munehisa. Diverse storie affermano che egli ha stabilì una rete personale di uomini che operavano circa ogni 6 km tra Sakata e Osaka (una distanza di circa 600 chilometri) per comunicare i prezzi di mercato.
Nel 1755, scrisse The fountain of Gold - The Three Monkey Record of Money (黃金泉:三猿金錢錄, San-en Kinsen Hiroku ), il primo libro sulla psicologia del mercato. In questo, egli sostiene che l’aspetto psicologico del mercato è fondamentale per il successo commerciale e che emozioni degli operatori hanno una notevole influenza sul prezzo del riso.
Homma inventò i grafici del mercato moderno e i suoi magnifici schemi divennero famosi col nome di “Candlesticks“. Dai Candlesticks Homma poteva prevedere con un alto grado di sicurezza la futura direzione del prezzo del riso. Un’intuizione dal valore inestimabile, considerato l’uso che se n’è fatto nel tempo. Homma ruppe il cartello dei mercanti di riso e regnò per sempre come il leader dei commercianti di riso di Osaka. In sostanza, Munehisa aveva compreso che il minimo, il massimo, l’apertura e la chiusura di una quotazione racchiudono molti importanti segreti. E li rappresentò con le sue efficaci candele.
Negli affari ebbe un tale successo (si racconta di 100 consecutivi guadagni sui prezzi….) che divenne presto una figura mitica, fino a quando non decise di trasferire la sua importante operatività al mercato dei futures sul riso di Tokio. Lì, gli fu attribuito l’incarico di consulente finanziario del governo, che si sdebitò conferendogli l’ambita dignità di Samurai. Di tutte le sue affermazioni (in parte raccolte nel suo libro “La fontana dell’Oro), tre sono veramente degne di nota:
- il prezzo di un’azione è più importante delle notizie;
- compratori e venditori muovono le quotazioni in base alle emozioni e non alla logica;
- il prezzo di mercato non riflette il valore reale.



















