Concetti Chiave per Concludere il Discorso sull’Analisi Tecnica
Scritto da Federico Pacilli nella categoria: Analisi Tecnica, Capire la BorsaI concetti che sto rissumendo in questi primi articoli sono le fondamenta per le spiegazioni pratiche che affronterò successivamente. capisco che i concetti sono ancora troppo teorici, ma mi serve per far avere un quadro d’isieme a chi parte dalle basi. Arriveranno anche le tecniche e i fogli di lavoro Excel per l’operatività
Alcune affermazioni sull’Analisi Tecnica:
Non può essere definita una scienza, ma piuttosto un procedimento empirico (con origini da più di 100 anni), una medotologia che si applica per riuscire a leggere le fasi del mercato e il timing operativo.
Operando direttamente sui movimenti del mercato fornisce una buona approssimazione di quello che sta succedendo a livello strutturale. In pratica essendo un procedimento che studia l’input finale (il prezzo), si danno per scontato le ragioni fondamentali (valore intrinseco, struttura del mercato, studi di Analisi Fondamentale, comportamento degli Operatori, ecc.) che sono alle spalle. La cosa più difficile nei mercati finanziari è capire come stanno cambiando i comportamenti degli Operatori e di conseguenza sapere i possibili sviluppi del trend. Significherebbe conoscore tutte le informazioni passate, presenti e future prendendo in considerazione i ‘perchè’ degli avvenimenti che accadono. L’Analisi Tecnica ha il pregio di bypassare questo problema, studiando questi avvenimenti direttamente dal grafico.
Ha il pregio di adattarsi per qualsiasi strumento che possa essere rappresentato graficamente. Per questo consente di acquistare o vendere un titolo a prescindere che si conosca appieno la sua storiae tutte le informazioni disponibili.
Si adatta in quei mercati dove l’efficienza è espressa in forma debole, cioè dove non tutti gli operatori conosco le informazioni presenti e passate (e dove addirittura solo pochissimi - insider - conoscono quelle presenti). In mercati invece dove l’efficienza è presente in maniera forte o semiforte, questa metodologia ha più difficolta di utilizzo.
Prima di concludere vorrei inserire una mia piccola riflessione. Molto spesso si confonde l’Analisi Tecnica come ‘il metodo prodigioso’ per investire nei mercati. In realtà si tratta solo di uno dei tanti strumenti a disposizione e va considerato in questo modo. Operare con più informazioni possibili fa la differenza sul mercato e non solo con un singolo strumento. Sarebbe come fare la pizza senza il mattarello e solo con il forno. Il mio consiglio è quello di ‘conoscere, conoscere, conoscere’. Tutti gli strumenti devono essere utilizzati per far uscire fuori una ‘Pizza’ perfetta! ![]()




















24 Novembre 2008 alle 15:50
Ciao Federico,
come puoi notare la mia presenza sul blog sta diventando quotidiana e leggendo gli articoli e seguendo i tutorial ogni tanto mi viene in mente qualche domanda.
Non me ne volere
A proposito di quest’articolo, volevo chiederti questa cosa. Sto svolgendo i miei primi studi di analisi tecnica con MM (con le basi fin qui esposte da te) sul mercato italiano (dò uno sguardo agli indici esteri solo per controllare il loro andamento e annotare le correlazioni con quello italiano). Dato che i titoli da me preferiti si trovano nello S&PMib, ma a loro volta sono contenuti tutti nel Mibtel, è forse meglio concentrare gli studi su quest’ultimo dato che sente il peso anche dei restanti 247 titoli?