Un’altra parola giapponese per identificare una rappresentazione grafica dei prezzi: Renko. Significa “Renga” (non il noto cantante Francesco Renga) ovvero Mattone. Viene costruito secondo questa regola: viene disegnato un mattoncino al rialzo o al ribasso soltanto al raggiungimento di un livello prestabilito di variazione. Per fare un esempio possiamo settare il grafico ad una variazione del 10% e tracciare ‘mattoni’ bianchi se il prezzo si muove del 10% al rialzo (due mattoni se si sale del 20% quindi e così a seguire) mentre se il prezzo scende del 10% si disegna un ‘mattone’ nero. I piccoli blocchi rappresentati sul grafico sono denominati bricks e la loro ampiezza viene stabilita a priori dall’Analista quindi. Un’altra regola fondamentale è la seguente: quando il prezzo di chiusura è più alto del massimo del mattone precedente, saranno disegnati 1 o più mattoni bianchi, al contrario se il prezzo di chiusura è inferiore al minimo precedente saranno disegnati 1 o più mattoni neri. Chiaramente il grafico in questo caso non prende in riferimento il tempo, la figura seguente è un esempio di grafico Renko
Grafico Renko
questo grafico è più un Trading System che un sistema di rappresentazione dei prezzi. Infatti l’indicazione che se ne ricava è la seguente:
Ai fini della pura conoscenza e soltanto per alcune strategie (molto rare a dire il vero) esistono altri tipi di grafico.
Il grafico Kagi è formato da una linea continua che presenta tratti di spessore diverso, questa linea continua quando è sottile viene chioamata con il termine yin mentre quando è spessa viene identificata con il termine yang. E’ una rappresentazione che raffigura il solo reale movimento dei prezzi e non è collegato al fattore tempo, possiamo considerarlo un grafico atemporale. Viene anche definito come Grafico “Chiave” ed è molto simile agli Swing chart di Gann. Viene molto utilizzato per la sua chiara distinzione tra i massimi e di minimi e per individuare il trend in atto, infatti a differenza dei grafici finora visti, il Kagi è un vero e proprio trading system: Alla rottura dei precedenti massimo e/o minimo relativo cambia spessore e/o colorazione.
Grafico Kagi
passiamo in rassegna anche altri tipi di grafico come il Point & Figure.
Anche se meno utilizzate, esistono altre tipologie grafiche per illustrare l’andamento dei prezzi dei titoli. L’obiettivo è sempre quello di avere più informazioni possibili con una sola figura:
l’Equivolume cerca di soddisfare questa esigenza raffigurando anche il volume oltre che i prezzi. Infatti tiene conto di 3 elementi : minimo, massimo ed i volumi. Ogni rettangolo rappresenta un’unità temporale (5 minuti, 30 minuti, 1 giorno, 1 settimana , ecc.) mentre lo spessore dipende dagli scambi effettuati all’interno dell’unità temporale. Fu utilizzato per la prima volta da Richard W.Arms.
Questo sistema di rappresentazione grafica ha una storia gloriosa, la sua origine è collocata tra il xII ed il xvII secolo. Padre di questa tecnica è
Munehisa Homma, un noto mercante di riso giapponese che inventò i Candlesticks per rappresentare in una sola figura tutte le informazioni possibili per un titolo. Molto simili al Grafico a Barre, le Candele Giapponesi sono composte da quattro elementi: apertura, chiusura, minimo, massimo. La disposizione segue lo stesso schema delle Barre ma a differenza di queste il colore del corpo cambia a seconda della direzione del prezzo. Come nella Figura di seguito:
Quindi se il prezzo è al rialzo (Apertura inferiore alla Chiusura) il corpo avrà un colore Bianco mentre se il prezzo è al Ribasso (Apertura superiore alla Chiusura) il corpo sarà di colore Nero. Continua a leggere…
Il grafico a barre ha il pregio di visualizzare più informazioni con una sola figura. Ogni barra rappresenta il prezzo di quella unità di tempo, infatti per sua costruzione essa è composta da: 1) un corpo centrale a forma di barra (dal quale prende il nome), 2) un segno orizzontale sulla sinistra che corrisponde all’apertura del prezzo (di quel periodo), 3) un segno orizzontale sulla destra che corrisponde alla chiusura del prezzo (di quel periodo). Come nell’esempio di seguito
Inseriamo una variabile in più per capire l’importanza dei Grafici. Molto spesso dobbiamo fare analisi sui prezzi dove le quotazioni partono da tempi molto lontani. Ma che senso ha fare dei paragoni con dei prezzi il cui valore, in termini di potere d’acquisto della moneta, sono così diversi? Infatti 100 Euro investiti oggi non possono essere paragonati agli stessi 100 Euro investiti anni fa, per non parlare delle vecchie 200.000 Lire degli anni Novanta. Ma allora come è possibile fare paragoni tra quotazioni così lontane ed i prezzi di oggi. Una prima risposta è data dalla possibilità di scegliere le scale dei valori dei grafici.
In aiuto, per risolvere questa distorsione tipica dei grafici di lungo periodo, c’è la Scala Logaritmica. I grafici dei prezzi vengono rappresentati, come detto negli articoli precedenti, su degli assi cartesiani, la scala delle ordinate di un grafico può essere espressa in: - Scala Aritmetica
- Scala Logaritmica
La differenza consiste nel fatto che nella scala aritmetica le variazioni dei prezzi dipendono dall’unità di misura presa in esame, di solito la variazione unitaria della valuta dei punti di un indice. Così i prezzi delle azioni si muovono in valore assoluto di unità (o frazioni di essa) di Dollari, di Euro o di qualsiasi moneta in cui un titolo può essere quotato. Mentre un indice si muove per unità numerarie, come nell’esempio di seguito:
Cominciamo questo piccolo approfondimento sui Grafici di Borsa, partito da questo articolo. Il Grafico Lineare: Questo tipo di grafico è il tipo più semplice e raffigura solo il prezzo di chiusura ed il tempo. Viene utilizzato per la sua facilità di lettura e per studi ad una sola variabile. Molto spesso è utile per rappresentare i prezzi (o i punti di un indice) nel lungo periodo, per facilitare la chiarezza nella lettura. Come è possibile vedere nella figura seguente:
Grafico preso da Yahoo!Finance - Grafico Lineare del titolo McDonald’s Corp.
Dal Grafico si capisce benissimo l’andamento del titolo e la linea unisce tutti i punti dei prezzi tempo per tempo.
Uno degli argomenti maggiormente trattati su questo blog è lo studio dell’Analisi Tecnica e di conseguenza di quello dei Grafici di Borsa. Per meglio capire l’argomento ho realizzato una breve guida divisa in articoli su questo argomento. Diciamo che per imparare una nuova lingua la prima cosa che si fa è partire dalle parole base: i Grafici saranno i nostri strumenti base di lavoro da qui in poi.
Che cos’è? Un grafico di borsa e’ una rappresentazione su un piano cartesiano dell’ andamento dei prezzi dove nell’asse delle ascisse viene messo il tempo e nell’asswe delle ordinate il prezzo del titolo (o i punti di un indice di borsa). Come nel grafico che segue:
Grafico Lineare del titolo Microsoft
Questo rappresentato sopra è un semplice grafico a linee ma in Borsa (e nello studio dell’Analisi Tecnica) vengono utilizzzati diverse tipologie di grafici a seconda degli obiettivi che l’Analista desidera. Le tipologie di grafico più importanti che esistono sono:
Prima di cominciare a vedere le varie funzioni di Excel per costruire i nostri studi di Borsa, è bene capire come rintracciare le serie storiche dei prezzi dei titoli azionari (oppure dei punti di un indice) sul nostro strumento di lavoro: ‘Excel’!
ho realizzato questo breve tutorial per facilitare la tua comprensione di questo argomento che sta alla base dello studio che affronteremo su questo blog. Per facilitare ulteriormente il tuo percorso inserisco una serie di link, qui di seguito, per replicare gli stessi percorsi fatti sul video:Pagina Iniziale di Yahoo! Finanza: http://it.finance.yahoo.com/
capisco che per chi comincia potrebbero essere dei passaggi complicati, a tal proposito invito tutti i lettori a fare dei commenti a questo articolo per poter rispondere alle varie problematiche che possono riscontrarsi in questa fase.
A Presto!
Che cos’è il Mercato Finanziario ed in particolare la Borsa Valori?
Per rispondere in parole veramente semplici, la Borsa è un luogo fisico (e telematico) dove si incontrano i soggetti che hanno soldi in avanzo (anche detto risparmio) ed i soggetti che hanno bisogno di denaro per i propri investimenti (le imprese). Questo scambio avviene grazie alle diverse necessità dei due soggetti: i primi hanno bisogno di investire in maniera profittevole il proprio capitale in eccesso ed i secondi hanno bisogno di risorse finanziarie per portare avanti i propri business. Questo scambio avviene appunto in un contesto regolamentato e gestito da una società professionale che nei paesi occidentali ha preso il nome di Borsa Valori.
Il nome deriva dal Palazzo in cui nel 1500 sono avvenute le prime contrattazioni regolamentate della storia moderna, nella città fiamminga di Bruges. Per avere più informazioni a tal proposito clicca qui.
Per chiunque volesse approfondire la conoscenza del termine Borsa può trovare informazioni utili a questi link: